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Metro C: Stazione Colosseo/Fori Imperiali

Soggetto attuatore

Roma Capitale
Roma metropolitane

Descrizione progetto

La Linea C, terza linea della metropolitana di Roma, prevista dal Piano Regolatore Generale e confermata nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato il 13 dicembre 2024 dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, attraversa la città da sud-est a nord-ovest, collegando aree urbane distanti e ampliando in modo significativo la rete metropolitana esistente.

Il tracciato complessivo della linea si sviluppa per circa 29 km e comprende 31 stazioni. Ha origine nel Comune di Monte Compatri, segue in superficie il tracciato della ex ferrovia Termini – Pantano, quindi scende sotto terra poco prima del Grande Raccordo Anulare. La linea attraversa il centro storico, i quartieri Prati e Mazzini e termina alla Farnesina, dopo avere sottopassato per tre volte il Tevere. La tecnologia di sistema è quella dell’automazione integrale, con treni senza conducente a bordo e porte automatiche che separano le banchine dai binari. La Linea C scambia due volte con la Linea A (a San Giovanni e Ottaviano), una volta con la Linea B (a Colosseo/Fori Imperiali) e una volta con le ferrovie regionali (a Pigneto).

Il tracciato è articolato in più tratte: T1 da Farnesina a Mazzini (esclusa) e T2 da Mazzini a Colosseo/Fori Imperiali (esclusa), in cantiere; T3, T4, T5, T6A e T7, da Colosseo/Fori Imperiali al capolinea di Monte Compatri/Pantano, più il Deposito/Officina di Graniti, già in esercizio. La suddivisione è legata alla disponibilità dei finanziamenti e all’evoluzione del quadro normativo in materia di appalti pubblici.

La tratta T3, dalla stazione Colosseo/Fori Imperiali alla stazione San Giovanni (esclusa), ricade integralmente all’interno di un contesto storico-monumentale unico al mondo, si estende complessivamente per circa 3 km e comprende 2 stazioni, Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, due pozzi multifunzionali, rispettivamente a piazza Celimontana e nei giardini di via Sannio, e 2 gallerie di linea quasi interamente realizzate con TBM, o talpa meccanica. Le gallerie sono state scavate al di sotto dello strato archeologico, fra 30 e 60 metri circa di profondità.

La tratta è entrata in funzione il 16 dicembre 2025, dopo circa 12 anni e mezzo di lavori, iniziati nel marzo 2013. Una parte dei lavori, che comprende il pozzo multifunzionale di via Sannio e circa 140 metri di gallerie fino a San Giovanni, era stata completata prima del previsto, il 18 giugno 2021. Questa parte è stata autorizzata all’esercizio dall’11 agosto 2022.

Grazie a questo completamento anticipato, i treni in arrivo da Monte Compatri/Pantano potevano, tramite un collegamento ferroviario vicino a via Sannio, invertire la direzione oltre la stazione San Giovanni, che all'epoca era il capolinea provvisorio. In questo modo si potevano utilizzare entrambe le banchine della stazione e gestire meglio il flusso dei passeggeri.

Con l’apertura della tratta T3 è stato inoltre aggiunto un altro scambio ferroviario nel pozzo multifunzionale di piazza Celimontana. Questa struttura ha anche una funzione di emergenza per i Vigili del Fuoco e ospita alcuni impianti di aerazione.

Lo scavo delle due gallerie con TBM della tratta T3 è stato realizzato a partire dal pozzo di via Sannio in direzione Colosseo; avviato nel marzo 2018, lo scavo è finito nel settembre 2020 terminando oltre il limite della tratta T3 in corrispondenza della futura stazione Venezia, che fa parte della successiva tratta T2 (Delibera CIPE 76/2019).

Le stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia rientrano fra le sei “archeostazioni” previste lungo la Linea C, insieme a San Giovanni (già operativa), Venezia, Chiesa Nuova e Piazza Pia/Castel S. Angelo (in costruzione). La stazione Colosseo/Fori Imperiali è collocata al di sotto di via dei Fori Imperiali in una zona di notevole importanza storica, trovandosi accanto all’Anfiteatro Flavio, alla Basilica di Massenzio, al Tempio di Venere e Roma e alle aree della Villa Rivaldi. La nuova stazione è collegata direttamente con la preesistente stazione Colosseo della Linea B mediante un cunicolo sotterraneo che sovrappassa la galleria della Linea B, consentendo lo scambio fra le due linee.

La struttura della stazione è stata costruita scavando dall’alto verso il basso (“metodo top-down”), all’interno di pareti verticali in cemento armato (“diaframmi”) che delimitano lo scavo. La stazione si estende tra il Colosseo e l’area antistante la Basilica di Massenzio per una lunghezza massima di 150 metri, con una larghezza di 34 metri e una profondità di 32 metri dal piano stradale, suddividendosi in quattro livelli interrati. L’accesso, oltre che attraverso il cunicolo sotterraneo per chi proviene dalla Linea B, avviene direttamente dalla strada mediante due rampe di accesso a via dei Fori Imperiali, lato clivo di Acilio e lato clivo di Venere Felice.

La costruzione della stazione ha interessato l’antica collina della Velia, largamente asportata nei primi anni Trenta del Novecento per la realizzazione della via dei Fori Imperiali. Ma nonostante tali interventi abbiano compromesso gran parte delle preesistenze archeologiche del sottosuolo, le indagini preliminari e gli scavi della stazione e del pozzo Colosseo – nel complesso 29.000 metri cubi di scavo in modalità archeologica – hanno riportato alla luce diverse strutture, tali da richiedere due varianti in corso d’opera sotto la direzione del Parco Archeologico del Colosseo (Ministero della Cultura): una riguardante gli allestimenti espositivi all’interno della stazione e l’altra per ricollocare le mura antiche rinvenute lungo il clivo di Acilio. 

Per ospitare ed esporre i ritrovamenti archeologici e raccontare la storia dell’area, all’interno della stazione sono stati creati degli spazi museali organizzati in cinque ambiti. Il primo, al piano atrio, al di fuori dei tornelli quindi accessibile liberamente, riguarda le trasformazioni avvenute nel corso dei secoli nell’area tra il Colosseo e piazza Venezia, descritte con teche espositive e diverse tecniche multimediali. Il secondo, sempre al piano atrio, espone e illustra parte dei 28 pozzi di epoca arcaica e repubblicana ritrovati nello scavo. Scendendo al piano mezzanino, il terzo ambito ricostruisce il paesaggio antico della collina Velia esponendo, tra l’altro, strutture murarie di un edificio residenziale di epoca tardo repubblicana con una vasca termale e un laconicum. Il quarto ripropone il tema dei pozzi illustrandone la funzione di depositi rituali assunta dopo l’esaurimento della captazione idrica. Infine, al centro del manufatto di stazione, l’imponente sistema di scale fisse e mobili che collegano l’atrio al mezzanino costituisce una sorta di “Foro” della stazione, contenuto in una grande “gabbia dorata”.

L’importo del finanziamento della stazione Colosseo/Fori Imperiali rientra nel Quadro Economico (Q.E.) pari a € 946.071.902,86 della Metropolitana di Roma - Linea C, tratta T3. Il Q.E. è finanziato in base alla Delibera CIPE n. 127/2012 e ai nuovi finanziamenti del MIT di cui alle Leggi n. 234/2021, n. 197/2022 e n. 207/2024.

Stato

Progettazione
Gara
Cantiere
Fine lavori

Fonte Finanziamento

Bilancio di Roma Capitale
Fondi ministeriali
Regione Lazio

Importo

228.404.394,18 €

Dettaglio dei finanziamenti

64.638.443,55 € Bilancio di Roma Capitale, 144.351.577,12 € Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 144.351.577,12 € Regione Lazio